Ci sono storie che si raccontano attorno a un fuoco e altre che, anno dopo anno, diventano esse stesse tradizione. L’ElfFest appartiene a entrambe. Nato come una scommessa tra appassionati di antiche leggende e mondi fantastici, il festival del popolo fatato taglia quest'anno il traguardo della sua decima edizione e torna da venerdì 19 a domenica 21 giugno al Foro Boario, nel fine settimana del Solstizio d'Estate. Per l'ottava volta sarà Lanzo ad accogliere migliaia di visitatori, pronti a varcare la soglia di un mondo in cui il tempo sembra rallentare e la meraviglia torna a farsi di casa.
Nato nel 2015 da un'idea di Marco Strega, dopo l’esordio a Collegno e il trasferimento ad Aramengo, l’ElfFest ha trovato casa a Lanzo, diventando negli anni uno degli appuntamenti più riconoscibili del panorama celtico e fantasy italiano. Da semplice intuizione si è trasformato in un evento capace di richiamare migliaia di visitatori, grazie a una formula che intreccia folklore, spiritualità, musica, artigianato, storia e fantasia in un'esperienza immersiva pensata per tutte le età. Dietro la magia dell’ElfFest c'è un grande lavoro di squadra. Organizzato dalla Pro Loco di Lanzo e da MS Events, il festival può contare sul sostegno e sul patrocinio della Regione Piemonte, del Consiglio Regionale del Piemonte, della Città Metropolitana di Torino, della Città di Lanzo Torinese, dell'Unione Montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone, dell'Unione Montana Alpi Graie, dell'Unpli, del Consorzio Cisa e della Società Sia Srl. «Pensiamo che le tradizioni e le usanze dei nostri avi vadano mantenute. Questo festival – spiega il presidente della Pro Loco di Lanzo, Danilo Massa Bova - è come un lungo racconto in una calda stalla: le luci sono fioche, le persone attente e il narratore continua la sua storia. Mantenere vive le nostre radici è la cosa più importante».
Per tre giorni il Foro Boario si trasformerà nel regno del popolo fatato. Torneranno il Villaggio dei Mercanti, con decine di espositori provenienti da tutta Italia, i campi storici, l'area divinazione, il Labirinto del Fauno, l'Oracolo del Baule e il Bar Elfico, accanto a un ricchissimo programma di attività e spettacoli. Non mancheranno le suggestive unioni sacre e i battesimi celtici curati da IQ Bèllarot, i combattimenti storici del Clan dell'Artiglio, le passeggiate sui pony unicorno, i truccabimbi di Gnoma Carmilla, i raccontastorie con Olmo Narrabosco e Fata Foglia accompagnata dall'arpa celtica, oltre a workshop e conferenze dedicate all'esoterismo, alle tradizioni popolari e al rapporto tra uomo e natura. Ci saranno momenti dedicati alla meditazione, alla scoperta del proprio animale guida, alle erbe delle masche, ai fantasmi degli animali, alle formule magiche dei testi antichi e alle visioni dell'aldilà egizio, in un viaggio che intreccia conoscenza, spiritualità e curiosità.
Grande spazio sarà riservato anche agli spettacoli e alla musica. Ad accompagnare il pubblico ci saranno le note itineranti dei Mystiknot, le danze delle No Wall Sisters e di Gawasee, gli spettacoli di fuoco di Due di Fiamme e della Poetessa del Fuoco, le suggestive ali luminose di Fata Levannah e i concerti serali con Alzamantes, The Clurs e Drifters, tra sonorità folk, rock, punk e irish. Il momento più atteso arriverà nella notte del sabato, quando il tradizionale rito del Solstizio culminerà con l'accensione del grande fuoco. Un gesto antico e simbolico, che celebra la luce, la rinascita e la condivisione, rinnovando ogni anno il legame tra passato e presente. Ad accompagnarlo ci saranno anche il Rituale del Grembo e le premiazioni dedicate agli abiti a tema più belli, perché all'ElfFest ogni visitatore è invitato a diventare parte della storia.
Se il Fuoco del Solstizio rappresenta l'anima simbolica dell'ElfFest, la Locanda Elfica ne è il cuore più autentico. Interamente gestita dai volontari della Pro Loco di Lanzo, accoglierà i visitatori dal pranzo alla cena per tutta la durata della manifestazione. Dietro ogni piatto servito ci saranno settimane di preparazione, turni condivisi e decine di persone che, con discrezione e passione, scelgono di regalare il proprio tempo alla comunità. Perché la magia dell'ElfFest passa anche da qui: da una tavola apparecchiata, dal profumo che esce dalle cucine, da un sorriso dietro il bancone e dal piacere semplice di sentirsi accolti come a casa.
In questi dieci anni ElfFest è diventato molto più di un festival. È una comunità fatta di volontari, artisti, espositori e visitatori che tornano ogni anno a ritrovarsi, dando vita a quella che gli organizzatori amano definire una vera e propria "grande famiglia elfica". «L’ElfFest non è soltanto una manifestazione. È il risultato del lavoro di tante persone - prosegue Massa Bova - e della volontà di costruire occasioni di incontro e valorizzazione del territorio. In questi anni è cresciuto insieme alla nostra comunità ed è diventato un modo per raccontare Lanzo a migliaia di persone attraverso la sua capacità di accogliere, stupire ed emozionare».
L'ingresso al festival sarà a offerta libera. Perché, dopo dieci edizioni, il narratore non ha smesso di raccontare la sua storia. E attorno a quel fuoco continuano ad arrivare persone da tutta Italia, pronte a lasciarsi sorprendere ancora una volta, riscoprendo – anche solo per un fine settimana – il valore delle radici, della meraviglia e dello stare insieme.