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Lanzo nel Medioevo Lanzo nel Settecento Lanzo nell'ottocento La storia di Lanzo nel novecento Il ponte del Diavolo Gli edifici storici di Lanzo

LA STORIA: dal Medioevo al Settecento


Saranno poi i Lanzesi (1545) a versare ai signori fiorentini l'oneroso ammontare del riscatto.
Ma l'antica, privilegiata condizione di Lanzo rimase ancora un ricordo perché i Savoia, alleati degli Spagnoli, non erano in grado di opporsi ai francesi, che occuparono l'intero Piemonte ove distrussero quasi tutti i castelli. Così scomparve anche quello di Lanzo, per il cui isolamento era stata distrutta l'antica parrocchiale: venne ricostruita nel 1591 proprio nello stesso luogo in cui sorgeva quella precedente, e come parrocchia durò sino al 1800, quando venne costruita l'attuale. Solo con la famosa pace di Cateaux Cambresis (1559), i Savoia, nella persona del grande duca Emanuele Filiberto rientrarono in possesso del Piemonte, e quindi anche della castellata di Lanzo, che venne affidata alla importante famiglia dei Provana; questa castellata costituì poi la dote che Emanuele Filiberto concesse alla figlia naturale legittimata, Maria, andata sposa a Filippo d'Este.

Immagine decorativa in alto a destra


Immagine decorativa al centro sinistro



Vi è quindi un periodo estense nella storia della comunità di Lanzo, che, dietro congruo pagamento, ottenne il ripristino degli antichi privilegi e la concessione di nuovi, ma non certo la difesa contro gli stranieri: perché i Savoia, bellicosi per natura, continuavano ad avventurarsi in guerre, avevano bisogno continuo di uomini e di soldi reperiti con tasse che impediscono all'economia agraria e commerciale di consolidarsi. Giunge poi anche la guerra civile tra Madamisti (favorevoli alla duchessa Maria Cristina, detta Madama Reale, e i Principisti (che appoggiano i suoi due cognati, contrari al fatto che la francese Maria Cristina sia la reggente del ducato a nome del figlio, rimasto, ancora bambino, orfano del padre). Siamo nel 1637. Superata questa fase, il periodo di tranquillità è breve.

Si giunge alla importante guerra con i francesi, che assediano Torino (1706), fanno puntate e razzie un po' dovunque, anche a Lanzo. Come eroe che libera Torino è ricordato Vittorio Amedeo II, (il primo Savoia con il titolo di re, dapprima di Sicilia poi di Sardegna) che però a Lanzo e anche altrove non ha motivo d'essere considerato benemerito: per ripianare il bilancio fallimentare del ducato, nel 1720 dichiara nulle tutte le concessioni elargite dietro pagamento dai suoi predecessori, esautora il marchese d'Este dal suo feudo, la Castellania è divisa in numerose contee che vengono vengono vendute (1625) con relativo titolo nobiliare, a chi paga di più. Il marchesato di Lanzo è assegnato a Giuseppe Ottaviano Cacherano della Rocca, che versa alle esauste casse statali la bella somma di 65 mila lire e che è il fondatore (1769) dell'Ospedale Mauriziano (tra 1300 e 1600 era in funzione solo un ospizio per ammalati e viandanti, con funzioni più assistenziali che sanitarie).


Immagine decorativa in basso a destra




(Fonte: "LANZO", Mulatero Editore - Agliè - 1999)